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In sintesi

  • La geotermia closed-loop garantisce energia costante 24/7 con fattori di capacità superiori al 90%, contro il 25-35% del solare con batterie
  • Il TCO della geotermia diventa competitivo su orizzonti di 15-20 anni per consumi energetici superiori a 5 GWh/anno
  • I costi nascosti delle batterie (degradazione, sostituzione, curtailment) possono aumentare il TCO reale del 30-40%
  • La firm power geotermica elimina i rischi di interruzione che costano alle aziende manifatturiere fino a 250.000€/ora

L’ultima bolletta energetica sul tavolo del CFO racconta una storia che conoscete bene: prezzi volatili, picchi imprevedibili, e la sensazione di essere ostaggi del mercato. La proposta del fornitore? Un sistema fotovoltaico con batterie di accumulo. Sulla carta, i numeri sembrano convincenti. Ma quando si analizza il Total Cost of Ownership su un orizzonte ventennale, emergono variabili che cambiano completamente il quadro.

La vera domanda non è se investire in energia rinnovabile – quella decisione l’avete già presa. Il punto è capire quando la stabilità della geotermia closed-loop può battere l’apparente convenienza iniziale delle batterie. Perché in certi contesti produttivi, il costo dell’energia intermittente va ben oltre il prezzo del kWh.

Firm power: il valore nascosto della continuità energetica

La firm power non è solo un termine tecnico. È la differenza tra produrre H24 e dover riprogrammare i turni in base alla disponibilità energetica. Un’acciaieria del bresciano ha calcolato che ogni interruzione non programmata costa 180.000 euro di mancata produzione. In un anno, anche solo 5 eventi di curtailment superano il milione di euro di perdite.

La geotermia garantisce fattori di capacità del 90-95%, contro il 25-35% del fotovoltaico con accumulo in batterie. Questo significa che per ottenere la stessa energia disponibile H24, servono impianti solari sovradimensionati di 3-4 volte, con relativi costi di investimento e manutenzione.

Le batterie promettono di colmare questo gap, ma la realtà operativa è diversa. Dopo 5 anni, la capacità di accumulo degrada del 20-30%. Dopo 10 anni, vanno sostituite completamente. Nel frattempo, i cicli di carica-scarica giornalieri accelerano l’usura, soprattutto nei processi industriali che richiedono potenza costante.

Il costo energia reale: oltre il prezzo di listino

Quando si confronta geotermia vs batterie TCO, il prezzo iniziale del kWh è solo la punta dell’iceberg. I costi nascosti emergono nel tempo:

  • Sostituzione batterie ogni 10-12 anni: 200-400€/kWh di capacità installata
  • Perdite di efficienza del sistema: 15-20% dell’energia prodotta
  • Costi di bilanciamento rete per energia intermittente: 5-15€/MWh
  • Manutenzione specializzata e monitoraggio continuo: 2-3% del CAPEX annuo

Un’analisi condotta da IRENA nel 2023 mostra che il Levelized Cost of Energy (LCOE) della geotermia closed-loop è sceso a 50-70€/MWh, competitivo con il solare+batterie che si attesta sui 60-90€/MWh considerando tutti i costi accessori.

Ma il vero discriminante è il profilo di consumo aziendale. Per un’industria che opera su tre turni, il costo energia della geotermia diventa vantaggioso già dal settimo anno di operatività. Per chi lavora solo in orario diurno, le batterie possono rimanere competitive più a lungo.

TCO ventennale: quando i numeri ribaltano le aspettative

Prendiamo un caso concreto: un’azienda manifatturiera con consumo annuo di 8 GWh. L’investimento iniziale per un sistema fotovoltaico da 5 MW con batterie da 10 MWh è di circa 7 milioni di euro. Un impianto geotermico closed-loop da 2 MW richiede 12 milioni.

La differenza iniziale sembra incolmabile. Ma proiettando i costi su 20 anni:

Voce di costo Solare + Batterie Geotermia
CAPEX iniziale 7.000.000€ 12.000.000€
Sostituzione batterie (2 cicli) 4.000.000€ 0€
Manutenzione cumulata 2.800.000€ 2.400.000€
Perdite produttive per curtailment 3.600.000€ 0€
Energia integrativa da rete 5.200.000€ 800.000€
TCO totale 22.600.000€ 15.200.000€

Il ribaltamento avviene intorno al dodicesimo anno. Da quel momento, il vantaggio della firm power geotermica si accumula progressivamente.

Rischi operativi: il costo dell’incertezza energetica

Immaginate di dover garantire una consegna just-in-time a un cliente automotive. La linea di produzione è programmata al minuto. Alle 14:30, il sistema di gestione energetica segnala che le batterie sono al 20% e il cielo è coperto. Dovete scegliere: comprare energia dalla rete a prezzi spot (magari 300€/MWh in quel momento) o rischiare un fermo produttivo?

Questo scenario non è teorico. Un’azienda di stampaggio plastico del Veneto ha documentato 47 eventi simili in un anno, con un costo complessivo di 890.000 euro tra energia supplementare e riorganizzazione della produzione.

La geotermia vs batterie TCO deve includere questi rischi operativi. La firm power elimina completamente questa variabile, garantendo produzione costante indipendentemente dalle condizioni meteo o dall’ora del giorno. Per settori come alimentare, farmaceutico o automotive, dove i fermi produttivi hanno conseguenze a cascata sulla supply chain, questo valore è difficilmente quantificabile ma decisivo.

Scalabilità e flessibilità: pensare al futuro dell’azienda

Le batterie hanno un vantaggio indiscutibile: la modularità. Potete partire con 2 MWh e aggiungere capacità progressivamente. La geotermia richiede un investimento importante upfront, con economie di scala che si manifestano solo sopra certe soglie di potenza.

Tuttavia, la scalabilità va vista in prospettiva. Un sistema di batterie dimensionato per i consumi attuali potrebbe non reggere una crescita del 50% della produzione. Aggiungere moduli significa anche aumentare la complessità del sistema di gestione, con potenziali colli di bottiglia nell’inverter o nel sistema di controllo.

La energia stabile della geotermia, invece, può essere sovradimensionata del 20-30% rispetto ai consumi attuali con costi marginali contenuti. Questo buffer diventa un asset strategico per supportare la crescita aziendale senza dover ripensare l’infrastruttura energetica.

Incentivi e normative: il quadro regolatorio che cambia i calcoli

Il PNRR ha stanziato 2,6 miliardi per le comunità energetiche e l’autoconsumo. Ma attenzione: gli incentivi per le batterie sono spesso legati a progetti di breve termine (3-5 anni), mentre il supporto alla geotermia guarda a orizzonti più lunghi con tariffe garantite per 20-25 anni.

La tassonomia europea considera la geotermia come tecnologia fully green, senza le limitazioni che potrebbero emergere per le batterie quando il tema dello smaltimento diventerà critico. Già oggi, il costo di fine vita delle batterie al litio può raggiungere i 50€/kWh, un elemento spesso omesso nei calcoli del TCO.

Le normative sul capacity market premiano inoltre la firm power con remunerazioni aggiuntive di 30-40.000€/MW/anno. Per un impianto geotermico da 2 MW, significa 1,2-1,6 milioni di euro di ricavi extra su 20 anni.

FAQ

Qual è il break-even point tipico tra geotermia e batterie nel calcolo del TCO?
Per consumi superiori a 5 GWh/anno e operatività H24, il break-even si raggiunge tipicamente tra il 10° e il 15° anno, considerando tutti i costi nascosti e le sostituzioni delle batterie.

Come influisce la degradazione delle batterie sul costo energia a lungo termine?
La degradazione riduce la capacità effettiva del 2-3% annuo, aumentando il costo per kWh disponibile del 30-40% dopo 10 anni e richiedendo investimenti supplementari o acquisti dalla rete.

La firm power geotermica può integrarsi con sistemi di batterie esistenti?
Sì, la combinazione ottimale prevede geotermia per il baseload (70-80% del fabbisogno) e batterie per gestire i picchi, riducendo il dimensionamento e i costi di entrambi i sistemi.

Quali sono i costi di manutenzione annuali della geotermia rispetto alle batterie?
La geotermia richiede 1-1,5% del CAPEX in manutenzione annua, principalmente meccanica. Le batterie necessitano del 2-3% per manutenzione, monitoraggio termico e sostituzione componenti elettronici.

Come si calcola il valore economico della firm power per un’azienda manifatturiera?
Si moltiplica il costo orario del fermo produttivo per le ore di potenziale curtailment annuo (tipicamente 200-500 ore con rinnovabili+batterie), aggiungendo i costi di riprogrammazione e penali contrattuali.

Esistono limiti geografici per l’installazione della geotermia closed-loop in Italia?
La tecnologia closed-loop è applicabile su tutto il territorio nazionale, con variazioni di profondità di perforazione (2-5 km) in base al gradiente geotermico locale. Le aree vulcaniche offrono rese superiori ma non sono indispensabili.

Qual è l’impatto del costo energia spot sulla convenienza delle batterie?
Con prezzi spot superiori a 150€/MWh per più del 20% delle ore annue, il vantaggio economico delle batterie si erode rapidamente a causa della necessità di acquisti integrativi dalla rete.

Come influiscono le dimensioni aziendali sulla scelta tra geotermia e batterie?
Sotto i 3 GWh/anno di consumo, le batterie mantengono un vantaggio di TCO. Sopra i 10 GWh/anno con operatività continua, la geotermia diventa quasi sempre più conveniente sul lungo periodo.

La scelta tra geotermia e batterie non si riduce a un calcolo finanziario. È una decisione strategica che definisce la resilienza energetica della vostra azienda per i prossimi due decenni. In un contesto di prezzi volatili e transizione energetica accelerata, la firm power della geotermia rappresenta una polizza assicurativa contro l’incertezza. Il TCO reale emerge solo quando si considerano tutti i costi nascosti, i rischi operativi e il valore della continuità produttiva. Per approfondire come la geotermia closed-loop può trasformarsi in un vantaggio competitivo per la vostra realtà aziendale, esplorate le opportunità di questa tecnologia sempre più accessibile e performante.