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In sintesi

  • La geotermia EGS garantisce energia baseload costante per data center con consumi 24/7, risolvendo il problema dell’intermittenza delle rinnovabili tradizionali
  • I costi di perforazione profonda (5-10 km) rappresentano il 40-60% dell’investimento totale, ma i progressi tecnologici stanno riducendo questa barriera
  • Microsoft, Google e Meta stanno investendo miliardi in progetti EGS per alimentare i propri data center entro il 2030
  • In Italia, le aree geotermiche tradizionali si stanno espandendo verso applicazioni EGS per rispondere alla domanda industriale di energia stabile

Il consumo energetico dei data center raddoppierà entro il 2030, raggiungendo il 3% della domanda elettrica globale. Un singolo centro dati di medie dimensioni consuma quanto 50.000 abitazioni, con la peculiarità di richiedere alimentazione costante 24 ore su 24. Le rinnovabili tradizionali non bastano più: servono soluzioni che garantiscano continuità assoluta.

La geotermia EGS (Enhanced Geothermal Systems) sta emergendo come risposta concreta a questa sfida. A differenza della geotermia convenzionale, limitata a zone vulcaniche specifiche, l’EGS può essere implementata praticamente ovunque, perforando fino a 10 km di profondità per raggiungere temperature di 200-300°C. Il calore estratto alimenta turbine che producono elettricità con fattori di capacità superiori al 90%, contro il 25% del solare e il 35% dell’eolico.

Energia 24/7: perché i data center guardano alla geotermia avanzata

I gestori di data center affrontano una contraddizione strutturale: devono garantire uptime del 99,999% utilizzando energia rinnovabile per rispettare gli impegni ESG. Le batterie di backup costano milioni e durano poche ore. I generatori diesel contraddicono gli obiettivi di sostenibilità. La rete elettrica tradizionale è sempre più instabile e congestionata.

La geotermia avanzata risolve questa equazione impossibile. Un impianto EGS da 10 MW può alimentare un data center di medie dimensioni senza interruzioni, indipendentemente dalle condizioni meteo o dall’ora del giorno. Il costo livellato dell’energia (LCOE) si aggira sui 60-80 €/MWh, competitivo con il gas naturale ma senza emissioni di CO2.

Fervo Energy, startup americana specializzata in EGS, ha siglato accordi con Google per fornire 115 MW di potenza geotermica entro il 2026. In Nevada, il loro primo impianto commerciale alimenta già 2.000 abitazioni con un fattore di capacità del 92%. Meta ha annunciato investimenti per 1 GW di capacità geotermica entro il 2035, specificamente destinata ai propri data center per l’intelligenza artificiale.

Il vantaggio competitivo della firm power

Nel mercato elettrico, la “firm power” – energia garantita e programmabile – vale fino a 3 volte il prezzo dell’energia intermittente. I data center sono disposti a pagare premium significativi per evitare interruzioni che costerebbero milioni in perdite operative e danni reputazionali. La geotermia EGS offre proprio questa garanzia, con contratti PPA (Power Purchase Agreement) a lungo termine che stabilizzano i costi energetici per 20-30 anni.

I driver economici dell’EGS per applicazioni industriali

Il costo di un progetto EGS si divide in tre componenti principali: perforazione (40-60%), impianto di superficie (20-30%), interconnessione alla rete (20-30%). La perforazione profonda resta la voce più onerosa, con costi che variano da 5 a 15 milioni di euro per pozzo, a seconda della profondità e delle caratteristiche geologiche.

L’industria petrolifera sta trasferendo competenze e tecnologie al settore geotermico, accelerando la riduzione dei costi. Le tecniche di perforazione direzionale, il fracking controllato per creare reservoir artificiali, i fluidi di perforazione avanzati: innovazioni mature nel oil&gas che trovano nuova vita nell’EGS. Baker Hughes prevede una riduzione del 50% nei costi di perforazione entro il 2030.

Analisi del ritorno sull’investimento

Un impianto EGS da 10 MW richiede un investimento iniziale di 40-60 milioni di euro. Con un PPA a 80 €/MWh e 8.000 ore di funzionamento annuo, genera ricavi per 6,4 milioni di euro l’anno. Considerando costi operativi del 15% e ammortamento in 20 anni, il payback period si attesta sui 12-15 anni. Non eccezionale, ma la stabilità dei flussi di cassa attrae investitori istituzionali e fondi infrastrutturali.

Parametro Geotermia EGS Solare + Batterie Gas Naturale
CAPEX (€/kW) 4.000-6.000 2.500-3.500 800-1.200
Fattore di capacità 90-95% 25-30% 50-60%
LCOE (€/MWh) 60-80 70-100 50-70
Emissioni CO2 0 0 490 kg/MWh
Durata impianto 30-50 anni 20-25 anni 25-30 anni

Rischi normativi e percezione pubblica in Italia

Il quadro autorizzativo italiano per la geotermia profonda resta frammentato. Ogni regione applica criteri diversi per valutazioni ambientali e concessioni minerarie. I tempi medi per ottenere i permessi superano i 3 anni, contro i 12-18 mesi della Germania o della Svizzera. Un’azienda che volesse sviluppare un progetto EGS per alimentare il proprio stabilimento o data center deve mettere in conto almeno 2 milioni di euro in consulenze e studi preliminari, senza garanzia di successo.

La sismicità indotta rappresenta l’ostacolo principale all’accettazione sociale. Il caso di Basilea nel 2006, dove un progetto EGS causò un terremoto di magnitudo 3.4, viene ancora citato dagli oppositori. Eppure, i protocolli di monitoraggio sismico sono evoluti drasticamente. Il sistema “traffic light” adottato in Islanda e California permette di modulare le operazioni in tempo reale, mantenendo la microsismicità sotto soglie percepibili.

Le opportunità del PNRR e dei fondi europei

Il PNRR destina 1,1 miliardi alle fonti rinnovabili innovative, categoria che include la geotermia EGS. Le aziende energivore possono accedere a contributi fino al 40% del CAPEX per progetti di autoproduzione da fonti rinnovabili. La Toscana, forte della tradizione geotermica di Larderello, ha stanziato 50 milioni per progetti pilota EGS nel quadriennio 2024-2027.

L’Unione Europea considera la geotermia profonda tecnologia strategica nel REPowerEU. I progetti EGS possono beneficiare di procedure autorizzative accelerate e accesso prioritario ai fondi del Green Deal. La tassonomia verde europea classifica la geotermia come investimento sostenibile senza soglie minime di emissione, vantaggio competitivo rispetto al nucleare o al gas con CCS.

Energia 24/7 e colli di bottiglia della rete elettrica

La rete elettrica italiana soffre di congestioni strutturali. Nel 2023, Terna ha dovuto curtailment 1,2 TWh di produzione rinnovabile per mancanza di capacità di trasporto. I nuovi data center in costruzione nel Nord Italia richiedono connessioni da 50-100 MW, impossibili da garantire senza potenziamenti di rete che richiedono 5-7 anni.

La geotermia EGS offre una via d’uscita: produzione in loco, dietro il contatore. Un data center con impianto geotermico dedicato bypassa completamente i vincoli di rete. Può operare in isola o in parallelo alla rete, vendendo l’eccesso di produzione quando i server non assorbono il massimo. Questa flessibilità vale oro in un mercato elettrico sempre più volatile.

Il modello tedesco: EGS per il teleriscaldamento industriale

Monaco di Baviera punta a coprire il 70% del fabbisogno di teleriscaldamento con geotermia profonda entro il 2040. Il progetto Michaelibad, operativo dal 2024, estrae acqua a 102°C da 3.000 metri di profondità, alimentando una rete che serve 80.000 abitanti e diverse aziende manifatturiere. Il calore residuo dei data center viene integrato nel sistema, creando sinergie che migliorano l’economia complessiva del progetto.

In Italia, il distretto industriale di Brescia sta valutando un progetto simile. L’obiettivo: sostituire 50 MW di caldaie a gas con geotermia EGS e recupero termico da data center. L’investimento stimato di 200 milioni potrebbe ridurre le emissioni di 150.000 tonnellate di CO2 l’anno, con payback in 10 anni grazie ai certificati bianchi e al risparmio sul gas.

Conclusioni operative per il management

La geotermia EGS rappresenta una soluzione matura per aziende con fabbisogni energetici costanti e obiettivi di decarbonizzazione ambiziosi. I data center, le industrie chimiche, le cartiere, i cementifici: settori che non possono permettersi interruzioni e pagano premium per l’affidabilità energetica.

Chi si muove ora può sfruttare incentivi pubblici ancora disponibili e posizionarsi come first mover in un mercato che esploderà nei prossimi 5 anni. I tempi autorizzativi lunghi premiano chi inizia subito la fase di sviluppo. Le partnership con operatori specializzati riducono il rischio tecnologico e accelerano la curva di apprendimento.

La domanda non è se la geotermia profonda diventerà mainstream per applicazioni industriali ad alta intensità energetica. La domanda è chi avrà il coraggio di investire prima che i competitor saturino le migliori aree di sviluppo e i costi di interconnessione diventino proibitivi.

FAQ

Quanto costa realizzare un impianto di geotermia EGS per un data center?

Un impianto EGS da 10 MW, sufficiente per un data center di medie dimensioni, richiede un investimento di 40-60 milioni di euro. Il costo include perforazione di 2-3 pozzi profondi, centrale di conversione e sistemi di controllo. Il costo per MW installato varia tra 4 e 6 milioni di euro.

Quali sono i tempi di realizzazione di un progetto di geotermia avanzata?

Dalla fase di esplorazione all’entrata in esercizio passano mediamente 5-7 anni. La fase autorizzativa richiede 2-3 anni, la perforazione e i test 18-24 mesi, la costruzione dell’impianto di superficie 12-18 mesi. Progetti in aree già caratterizzate geologicamente possono ridurre i tempi del 30%.

L’energia 24/7 da geotermia è davvero affidabile per applicazioni critiche?

Gli impianti geotermici moderni raggiungono disponibilità del 95-98%, superiore a qualsiasi altra fonte rinnovabile. I fermi programmati per manutenzione durano 10-15 giorni l’anno. La ridondanza con più pozzi garantisce continuità anche durante interventi su singole unità.

Esistono limiti geografici per implementare la geotermia EGS in Italia?

La tecnologia EGS può teoricamente essere applicata ovunque, perforando a profondità sufficienti. In Italia, le aree più promettenti sono l’arco alpino, l’Appennino centro-meridionale e ovviamente le zone vulcaniche. Anche la Pianura Padana presenta gradienti geotermici interessanti a 4-5 km di profondità.

Come si integra la geotermia EGS con altre fonti rinnovabili nei data center?

La geotermia fornisce il carico base costante, mentre solare o eolico coprono i picchi diurni. Questa combinazione ottimizza i costi riducendo la taglia dell’impianto geotermico del 20-30%. I sistemi di accumulo termico permettono di modulare la produzione secondo la domanda.

Quali sono i rischi principali di un investimento in geotermia EGS?

Il rischio geologico resta il principale: la produttività del reservoir può essere inferiore alle attese. Il rischio normativo include possibili stop per opposizione locale o cambio di regolamenti. Il rischio tecnologico è limitato ma include possibili problemi di scaling e corrosione nei pozzi.

L’energia 24/7 geotermica può competere economicamente con il nucleare SMR?

I costi livellati sono comparabili (60-80 €/MWh per EGS vs 70-90 per SMR), ma la geotermia ha tempi di sviluppo più brevi e minore opposizione pubblica. Gli SMR promettono maggiore densità energetica ma sono ancora in fase pre-commerciale, mentre l’EGS è operativa in diversi paesi.

Esistono operatori specializzati in geotermia EGS per applicazioni industriali in Italia?

Il mercato italiano è ancora embrionale. Enel Green Power ha esperienza nella geotermia tradizionale e sta valutando progetti EGS. Alcune società di ingegneria petrolifera si stanno riconvertendo. Per progetti chiavi in mano, spesso serve coinvolgere operatori internazionali come Ormat, Fervo Energy o il gruppo islandese HS Orka.